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SOCIALANDIA

Le parole che non capisco non le posso ricordare, a volte fanno bene, a volte fanno male.

Capisco la vostra voglia di voler comunicare, i social come megafono, gracchiano, si sentono male.

Non mi dovete ringraziare per quello che faccio, vengo pagato dalla vita, il prezzo è già alto.

Nella vita faccio altro e non mi devo preoccupare se giudichi il mio regno, la mia corte, il mio giullare.

Arrossisco controvento per non farmi catturare, sono preda di un sistema, la mia sorte è comandare.

Alto è il valore del cognome da portare, uso il mare sottovento, tu come guida per approdare.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà banale nel tempo, con te al mio fianco.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà volgare nel mondo, con te al mio fianco.

Faccio sogni senza strade, luci fioche per dormire, la mia anima ribelle fa fatica a riposare.

Questo nostro corpo si potrebbe ribellare dalla mente assopita in un mare di male. 

Mia moglie ha contrazioni, voi con le contraddizioni, vi procurate handicap al cuore, con la funzione blocca le persone.

Non studiate con la presunzione di copiare e di capire, non interpretate i valori nelle persone più serene.

Immaginate la necessità di comunicazione, niente è vero al mondo d’oggi, il nostro occhio sa procreare.

Mi presento sono io, niente è normale, nella vita faccio altro non vi dovete preoccupare.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà banale nel tempo, con te al mio fianco.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà volgare nel mondo, con te al mio fianco.

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