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SOCIALANDIA

Le parole che non capisco non le posso ricordare, a volte fanno bene, a volte fanno male.

Capisco la vostra voglia di voler comunicare, i social come megafono, gracchiano, si sentono male.

Non mi dovete ringraziare per quello che faccio, vengo pagato dalla vita, il prezzo è già alto.

Nella vita faccio altro e non mi devo preoccupare se giudichi il mio regno, la mia corte, il mio giullare.

Arrossisco controvento per non farmi catturare, sono preda di un sistema, la mia sorte è comandare.

Alto è il valore del cognome da portare, uso il mare sottovento, tu come guida per approdare.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà banale nel tempo, con te al mio fianco.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà volgare nel mondo, con te al mio fianco.

Faccio sogni senza strade, luci fioche per dormire, la mia anima ribelle fa fatica a riposare.

Questo nostro corpo si potrebbe ribellare dalla mente assopita in un mare di male. 

Mia moglie ha contrazioni, voi con le contraddizioni, vi procurate handicap al cuore, con la funzione blocca le persone.

Non studiate con la presunzione di copiare e di capire, non interpretate i valori nelle persone più serene.

Immaginate la necessità di comunicazione, niente è vero al mondo d’oggi, il nostro occhio sa procreare.

Mi presento sono io, niente è normale, nella vita faccio altro non vi dovete preoccupare.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà banale nel tempo, con te al mio fianco.

La nostra stella ci guiderà, la mia voce non sarà volgare nel mondo, con te al mio fianco.

I Måneskin ed il loro chiaro di luna

I Måneskin funzionano e piacciono, punto. Magari non a tutti, magari per il genere musicale e questo è più che comprensibile, ma giuro non comprendo veramente l’accanimento inutile e sterile anche di colleghi musicisti. Forse semplicemente perché sono riusciti in quello che molti hanno desiderato alla loro età, quando guardavamo oltreoceano con tanta ammirazione i Guns N’ Roses, Mr. Big e altre band fatte di giovani ragazzi che erano riusciti ad uscire dalle quattro mura della sala prove circondati dai cartoni porta uova, al calore di milioni di persone che cantavano le loro canzoni. E mentre Antonello Cresti, “critico musicale”, scrive un articolo da latrina, nel vero senso che lo puoi generare, lui, e leggere, noi, solo mentre stai defecando, i Måneskin continuano in studio di registrazione a generare Rock e riportare il Rock nelle vette delle classifiche mondiali. Forse mentalmente c’è chi è rimasto dentro al contest di X Factor e da casa si può permettere con sterili post su Facebook, in modalità solo amici, di giudicare e scrivere un pensiero stile Cresti e sperare che arrivi al mondo intero? No, finisce nello sciacquone insieme al resto. Si è chiaro, Beggin con 40 milioni di ascolti sulla piattaforma Spotify è una cover dei Four Seasons, come del resto lo era ai tempi Knockin’ On Heaven’s Door o Wild World riferito alle band sopra citate. Le critiche sono belle quando sono costruttive, ma loro cantano:

Io c’ho vent’anni
E non mi frega un cazzo, c’ho zero da dimostrarvi.
Non sono come voi che date l’anima al denaro,
dagli occhi di chi è puro siete soltanto codardi e andare un passo più avanti, essere sempre vero.
Spiegare cos’è il colore a chi vede bianco e nero.
E andare un passo più avanti, essere sempre vero.
E prometti domani a tutti parlerai di me
E anche se ho solo vent’anni dovrò correre per me.

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