fbpx
22 Ottobre 2020

lucaaltomare.com

Se devi essere un pensiero per qualcuno, fa che sia, tra tutti, uno dei più belli.

L’ESTATE DI JOHN WAYNE

“Torneranno i cinema all’aperto e i riti dell’estate, le gonne molto corte.
Torneranno i figli delle stelle. Torneranno i cinema all’aperto e i dischi dell’estate. Torneranno i figli delle stelle sui tuoi sedili in pelle
Le penne stilo in mano e le vacanze in treno. Stasera ho voglia di cantare, di gridare, di ballare in riva al mare. Stasera ho voglia di cantare, di gridare e poi ricominciare”.

Ma non questa estate. Sarà un’estate diversa, sopratutto al sud, sopratutto per chi con la musica ci vive, o meglio ci sopravvive. Se ne parla da mesi, ma se ne parla solamente e le soluzioni da adottare per mettere tutto in sicurezza non fa fare neppure un passo alle varie organizzazioni. Dicono che i soldi non ci sono, ma secondo me non ci sono mai stati eppure li hanno sempre trovati. Perché dico che sarà diverso sopratutto al sud? Perché la concentrazione di feste per la celebrazione dei santi patroni e le sagre di ogni genere hanno da sempre permesso l’esibizione di Artisti che con biglietto pagante farebbero fatica a riempire un palazzetto. Non perché non siano all’altezza, anzi, professionisti che potrebbero riempire stadi, ma non in certi luoghi d’Italia, lì deve essere tutto gratis. Il concetto di pagare, anche una minima somma, non li farebbe muovere neppure di un centimetro dal comodo divano. Allora come funzionava un tempo? Le feste di paese erano belle, lussuose, coreografiche e con grandi Artisti a far riempire le piazze. Semplice, è stata sfruttata la mente inebriata dei fedeli per raccogliere il corrispettivo economico che serviva a fare le feste e la macchina dello spettacolo funzionava. Successivamente, quando il giochino si è rotto, ovvero, le diatribe economiche tra i comitati festa e Don Camillo ci si è rivolti ad un’altro portafoglio, quello di Peppone e nonostante i mille cavilli burocratici, e ritardi nei pagamenti, anche in questo caso la macchina dello spettacolo funzionava ed il popolo poteva gradire, tra un sacchetto di noccioline tostate, una birra e un panino con salsiccia, il gradito o non troppo Artista della serata. Si sa, non è facile accontentare tutti, ma ricordiamoci che era gratis e per tale dovremmo in qualche modo ringraziare qualcuno per la bella musica ascoltata.

Ma ritorniamo all’Artista, quello che non può più riempire le piazze diffondendo la propria musica tra i fumi delle grigliate di maiale. Cosa farà questa estate? Si dovrà spiaggiare in attesa di tempi migliori? Sicuramente chi ne ha la possibilità sta lavorando in studio al nuovo disco in attesa che lo stop forzato finisca presto e potrà tornare a riaccendere le luci del palco. Il restante deve avere fiducia in don Camillo e Peppone.

E se fossimo noi il don Camillo e Peppone? C’è un modo per far sopravvivere gli artisti? Direi di si. Oltre a chi ne ha la possibilità, con l’acquisto di dischi, si potrebbe iniziare a NON scaricare più ILLEGALMENTE musica da internet. Oggi ci sono piattaforme di streaming, come ad esempio Spotify, YouTube e tante altre, che offrono sia il piano con pagamento mensile per un abbonamento premium ed ascolti illimitati, sia gratis con in cambio l’ascolto di un po’ di pubblicità e ascolti illimitati in ordine casuale e in ordine prescelto da Ipad, tablet e PC. Ad oggi con tutti i dispositivi a disposizione, CarPlay, Bluetooth etc., credo sia anche limitato (mentalmente e culturalmente) mettere un numero limitato di musica in una chiavetta usb per poi riprodurla successivamente, quando si ha la possibilità di avere a disposizione tutta la musica del mondo semplicemente in un’applicazione. Eliminiamo dalla mente il concetto di “furbizia italica” e sposiamo una causa culturale. Ars non habet inimicum nisi ignorantem.