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30 Novembre 2020

lucaaltomare.com

Se devi essere un pensiero per qualcuno, fa che sia, tra tutti, uno dei più belli.

HO UN LIBRO IN TESTA, MA NON È QUESTO – Introduzione di Chiara Miceli

La malinconia incombe in ogni stagione; d’inverno capita spesso, soprattutto quando piove.

Può inebriare il rumore fecondo sulle grandi foglie dell’albero di fico nel giardino o sulle tegole ma è così sconfortante lo sfrigolio delle ruote sull’asfalto bagnato.

La malinconia colpisce anche d’estate: sei lì, in riva al mare, all’ora del tramonto con birra ghiacciata e patatine in compagnia di un amico divertente a rimembrare di quella volta lì, quando a un tratto cala il silenzio e quel bel tramonto carminio si trasmuta in un sentimento velato: in malinconia, appunto.

Si pensa a quando lei t’ha lasciato per quello che lavora al bar sotto il tuo ufficio, si pensa al sogno mai realizzato, al tempo che va, a loro che non ci sono più, a te che ci sei ancora, alla fame nel mondo e alla birra che si sta riscaldando.

Insomma, la malinconia è in agguato ma, se si è veramente bravi, la si può sfruttare per trarne vantaggio.

C’è chi la usa, infatti, per scrivere, dipingere, scattare una foto, guardare un film o per stringere in un forte abbraccio la fidanzata sperando nell’evolversi degli eventi nei dieci minuti successivi!

La malinconia è uno stato di sottile tristezza che, dopo una piena presa di coscienza, può mutarsi in astonishment.

Mi piace utilizzare questo termine in voga tra gli scrittori gotici inglesi dell’800.

Il dizionario lo traduce come sorpresa, stupore, meraviglia in un’accezione positiva ma se si affrontano le letture di Shelley, Wilde, Poe, questo sentimento assume un altro significato e ben più profondo.

Nel romanzo gotico vi è sempre – o quasi – un lieto fine che conclude, dopo varie peripezie, il percorso tortuoso e pericoloso dei suoi protagonisti: la fanciulla viene salvata dal suo eroe, il malvagio punito, il bene vince sul male.

Alla fine, quindi, la conclusione della storia tende a rassicurare il lettore, anche se permane nell’animo quella sensazione di disagio accompagnata dallo astonishment a causa del quale si perde ogni capacità razionale.

In questo turbine di emozioni nasce la creazione.

Se la mia interpretazione non v’ha ancora convinti provo a farlo con solide basi scientifiche.

Do per scontato che ognuno dei lettori di Luca abbia letto il ‘De natura hominis’ del caro e defunto Probo.

Non sono mai stata un’estimatrice del latino, copiavo e me ne vergogno ma grazie alle traduzioni dei miei compagni di classe mi son rimaste impresse alcune letture dell’opera affrontate durante gli anni del liceo.

Probo era un discepolo di Ippocrate, il papà della medicina, che ipotizzò una spiegazione eziologica all’insorgenza delle malattie definendo l’esistenza di quattro umori base: la bile nera, la flegma, la bile gialla, l’umore rosso. Malinconia – che suono dolce questa parola! – è la traduzione del termine greco bile nera (Melàine Chole). La bile nera ha, secondo Ippocrate, corrispondenza con la Terra. Il binomio terra-bile nera mi ha sempre affascinato in quanto la malinconia è uno stato d’animo che governa, in diversa misura, tutti coloro che sono lontani dalla terra dove hanno lasciato gli affetti o i paesaggi più cari.

Società civile internazionale, globalizzazione sociale: mai creduto. L’appartenenza a un luogo identifica quanto un nome proprio. Luca? E Luca si gira involontariamente e così anche il tizio seduto al bancone che porta lo stesso nome, solo che Luca è calabrese e vive nelle Marche già da un po’. Quando è ispirato Luca può scegliere: plettro e chitarra o penna e carta? Ciò che non cambia è il ritmo.

È il ritmo a non far perdere la concentrazione del pubblico e a mantenerla viva. Se il ritmo piace si balla sino all’alba, se il ritmo piace il libro si legge tutto e con piacevolezza ed è proprio quello che vi capiterà tra una pagina.

La scrittura di Luca e le sue storie non conoscono la melàine chole. È tutto un suono caldo, pulsante, passionale tipico del sangue, dell’umore rosso. Tutti i suoi ricordi e le avventure sono rivissute nelle pagine con tale naturalezza da apparire nitidi dinanzi agli occhi del lettore; gli eventi scorrono veloci così come l’umore rosso viene pulsato dal cuore che è l’esatta corresponsione di questo elemento.

Luca potrebbe allora spazzare via la mia teoria in un girar di pagina ma non è così. Luca è il tassello mancante e fondamentale della mia teoria perché la rende tale: lui è la sua eccezione.