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18 Aprile 2021

lucaaltomare.com

Se devi essere un pensiero per qualcuno, fa che sia, tra tutti, uno dei più belli.

SEMPLICEMENTE VILLAZUK

Paola (Cs), estate 2012, il sole è alto e si fa sentire.

Fortuna il lido è super attrezzato e io ne approfitto per mettermi un po’ al fresco e mangiare qualcosa.

Nell’attesa della mega insalatona calabrese, non potevo non ascoltare il dialogo di due bambine vicine al mio tavolo, due “ntippule” di sei anni al massimo, dove l’una diceva all’altra giochiamo alle villazukine?

La mia bocca aperta, spalancata e io scioccato dal conio di quella nuova espressione.

Sorrido e penso che se una ragazzina ha utilizzato quel termine vuol dire che la musica dei Villazuk arriva veramente a tutti.

Ne sono passate da quel giorno, più o meno ventiquattro canzoni e due cd fa.

E oggi? In tour per lo stivale a deliziare nuove regioni.

23 febbraio 2014 Giulianova (TE) arrivo a destinazione e vi posso assicurare che l’emozione è enorme, sentirli da fuori il locale mentre fanno il soundcheck, wow!

Entro piano piano per non disturbare, ma troppo è il chiasso dentro di me e la voglia di riabbracciarli.

Ndrew: «Ohi ciuatu!!! ».

Dodo: «Ohi cumu si ciuatu!!! ».

Ciuatu è l’espressione tipica per descrivere un pazzo, un folle (anche tipica figura cosentina o di Malito o di San Lucido o di tutta la presila), ovviamente nel senso buono del termine altrimenti avrebbero utilizzato il termine “galla” o altro  e quella sera ero orgoglioso di essere il ciuatu più felice del loro tour.

Ebbene sì, avevo tanta voglia di respirare e sentirmi a casa!

Ogni loro singolo abbraccio mi ha caricato di nuova forza per poter arrivare a un’altra nuova estate e per poter condividere insieme altre tante tappe di un nuovo tour.

Il popolo Villazuk non va ai concerti solo per saltare al ritmo di musica country, folk, pop e reggae, ma anche per la straordinaria cultura insita nei testi e nella musica.

Il popolo Villazuk respira e vive di ogni colore di quelle splendide melodie.

Stasera i “mura avanti l’uacchi” svaniscono, il “Nodo in gola” si scioglie e il petalo di quel meraviglioso fiore, simbolo d’amore, nell’aria giunge nel buio a colorare libertà e non molto più in là si sente anche “Cicciu che sona, fischia e canta nu bicchier’e vinu”.

Tutto è così meravigliosamente colorato e anche nel più piccolo dei locali, straordinaria è la magia del falò che si accende e noi intorno a scaldarci l’anima perché ci piace sentirci “Tutt’uno”.